
Progetto
Progetto Digitale e Antispreco
Commercio, territorio, tecnologia e lotta allo spreco.
Progetto pilota · Codigoro (FE)
Progetto pilota · Codigoro (FE)
Digitalizzazione gratuita delle attività locali, commercio di prossimità e un sistema condiviso per ridurre gli sprechi.
Un progetto promosso e realizzato da Zeudia

La presentazione
La stessa cosa che raccontiamo in Comune. Si scorre con le frecce, con il dito o con la tastiera; scorre anche da sola.












Le attività del territorio hanno prodotti di qualità, competenze e clienti affezionati. Quello che spesso manca è lo strumento per farsi trovare — e un modo semplice per non buttare via ciò che resta a fine giornata.

01L’idea
La tecnologia non è il fine del progetto: è lo strumento con cui rafforzare l’economia del posto. Se cresce il commercio locale cresce il territorio, e con il territorio crescono le imprese che hanno scelto di investirci.
Una presenza digitale professionale per ogni attività aderente, costruita e mantenuta senza costi per l’esercente.
Gli strumenti digitali servono a portare le persone dentro al negozio, non a sostituirlo.
Le eccedenze di giornata diventano un’occasione per il cittadino e un recupero di valore per l’attività.
Un unico punto digitale dove cittadini, imprese e iniziative del posto si trovano.


02Come funziona

03Le vetrine
Non una riga in un elenco: una vetrina vera, con tutto quello che serve a un cliente per decidere di venire da voi.
L’attività pubblica dal telefono, con la stessa fatica che serve a mandare un messaggio. Tutto il resto lo facciamo noi.

Panificio · Codigoro
Aperto ora
Oggi 7:00 – 13:00 · 16:30 – 19:30
Offerta anti-spreco
Box pane e focaccia€12€5
04Anti-spreco
Un panificio, un bar, una gastronomia, un banco di ortofrutta: a fine giornata restano prodotti perfettamente buoni ma difficili da vendere domani. Con due tocchi diventano una disponibilità pubblicata, e qualcuno viene a ritirarla.
Disponibile oggi
Valore ordinario €20
€8
5 disponibili
Ritiro entro le ore 20:00
Dignità
Un’offerta anti-spreco costa meno perché il prodotto ha poche ore di vita davanti, non perché chi lo compra ha poche possibilità. È una differenza che si perde in fretta se davanti al banco bisogna dirlo ad alta voce. Il sistema è costruito perché non serva.
Non è un aiuto: è un acquisto. Deve somigliare a un acquisto in tutto, compreso il modo in cui finisce.
Nessuna domanda, nessuna motivazione da dare, nessuna fila a parte. Si sceglie e si conferma, come per qualunque altro acquisto.
Alla cassa si dice un codice. Non serve il nome, non serve un documento, non serve una tessera e non serve dimostrare niente a nessuno.
Preparato e chiuso prima che il cliente arrivi, uguale a qualsiasi altro. Chi è nel negozio in quel momento vede una persona che ritira una busta.
Riceve il codice e cosa contiene, non l’identità di chi passa a prenderlo. Non c’è un elenco di persone da riconoscere la volta dopo.
Il codice serve finché la prenotazione è aperta. Dopo il ritiro resta il conteggio — quante porzioni sono state recuperate — e nient’altro.
È anche il motivo per cui raccogliamo il minimo indispensabile: i dati che non chiediamo sono gli unici che non possono essere persi, né usati per altro.
Il sistema è pensato per estendersi a tutto il commercio di vicinato.


Il cartello scritto a mano è già un’offerta: lo vede solo chi passa davanti. La vetrina digitale lo fa vedere a tutto il paese.
05Benefici


Non è beneficenza ed è bene dirlo con chiarezza: un’impresa che investe in un territorio ha interesse diretto a che quel territorio funzioni. Lo sviluppo e la gestione della piattaforma sono a carico del promotore, non delle attività aderenti.

06Progetto pilota
Non annunciamo una piattaforma nazionale. Prima costruiamo qualcosa che funzioni davvero su un territorio, poi misuriamo i risultati. Solo dopo valuteremo se replicare il modello altrove.


Il software è pensato fin dall’inizio come sistema multi-comune e modulare: ogni territorio potrà avere la propria identità, sulla stessa tecnologia.
07Impatto
La piattaforma è progettata per rendere conto di sé. Questi sono gli indicatori che seguiremo dal primo giorno e che potremo presentare nel tempo.
Nessun risultato è ancora stato prodotto: il progetto non è partito. I riquadri qui sotto mostrano cosa verrà misurato, non dati raccolti.
08Chi lo realizza
Il progetto è ideato, finanziato e sviluppato da Zeudia Italia, società del Gruppo Zeudia che sta avviando nuove attività imprenditoriali in Italia. Zeudia costruisce e mantiene l’infrastruttura, favorisce l’adesione degli esercenti e misura i risultati.
L’iniziativa nasce come progetto privato a beneficio dell’ecosistema locale ed è aperta al confronto con l’Amministrazione comunale, le associazioni di categoria, le attività economiche e le realtà del territorio.
Nessuna collaborazione, patrocinio o partnership viene dichiarata prima di essere formalmente concordata. Il progetto è autonomo e non è condizionato ad alcun atto dell’Amministrazione.
Quadro normativo
La legge 19 agosto 2016, n. 166 — conosciuta come «legge Gadda» — ha reso semplice cedere le eccedenze alimentari invece di smaltirle, e ha fissato il principio che il recupero viene prima dello scarto. Il progetto si muove dentro quel quadro, non ne chiede uno nuovo.
La legge ha alleggerito gli adempimenti per chi cede gratuitamente eccedenze alimentari a enti caritativi e associazioni: è la ragione per cui oggi recuperare costa meno che buttare.
L’articolo 17 consente ai Comuni di applicare una riduzione della parte variabile della tariffa rifiuti, proporzionale alla quantità certificata di prodotti ritirati dalla vendita e donati. È uno strumento che esiste e che il Comune può decidere di usare.
Quello che la piattaforma pubblica è una vendita a prezzo ridotto: commercio ordinario, che non ha bisogno di autorizzazioni particolari. La legge non serve a permetterlo, serve a dire che la direzione è quella giusta.
Quando un’eccedenza non si vende entro l’orario, lo stesso pannello può segnalarla a enti e associazioni del territorio, nelle forme che la legge già prevede.
Il progetto non chiede al Comune di applicare alcuna agevolazione. La segnala perché lo strumento esiste già e perché, se il Comune volesse usarlo, i numeri di quanto viene effettivamente recuperato arriverebbero dalla piattaforma invece che da una stima.

Le fotografie vengono da Wikimedia Commons e sono pubblicate con licenze libere. Le abbiamo ritagliate e uniformate nel colore: le versioni modificate restano sotto la stessa licenza dell’originale. Le immagini di repertorio illustrano il commercio di prossimità in Italia e non ritraggono le attività di Codigoro; sono di Codigoro soltanto quelle che lo dichiarano.
Se avete un’attività a Codigoro, se rappresentate un’associazione o se volete capire meglio come funziona, scriveteci: il primo gruppo di esercenti si sta formando adesso.
info@zeudia.it